Il processo silenzioso del risveglio

Pubblicato il 18 novembre 2025 alle ore 06:56

Quando l’Ego Lotta e l’Anima Attende: il Processo Silenzioso del Risveglio

 

È interessante osservare come, in alcuni momenti della vita, la personalità sembri aggrapparsi disperatamente a se stessa, come se ogni cambiamento fosse una minaccia alla propria sopravvivenza. In questo scontro interiore, ciò che comunemente chiamiamo ego entra in uno stato di allerta: sente che qualcosa sta per trasformarsi, che un equilibrio fittizio sta cedendo. E interpreta questa trasformazione come una vera e propria “morte”.

 

L’ego non conosce altro che il controllo, la protezione, la sopravvivenza. È programmato per difendersi, per resistere. Così, quando percepisce l’avvicinarsi di un risveglio interiore — un cambiamento che potrebbe dissolvere vecchie identità, vecchie paure, vecchie certezze — combatte con tutte le sue forze. Cerca appigli, crea dubbi, amplifica timori, si agita pur di non lasciare andare ciò che è familiare.

 

Ma dall’altra parte non c’è un avversario.

C’è l’Anima.

 

L’Anima non lotta, non forza, non pretende.

L’Anima attende.

 

Con una pazienza infinita e un amore che l’ego non è in grado di comprendere, l’Anima lascia filtrare la sua luce lentamente, attraverso le crepe che la sofferenza ha aperto nel guscio della personalità. Non spezza, non invade: semplicemente illumina.

 

Ed è proprio questa luce — discreta, sottile, ma inesorabile — che, col tempo, dissolve la paura. Non in un istante, non con uno scontro, ma con un processo naturale, come il sole che sorge e mette fine alla notte senza dover combattere l’oscurità.

 

Il risveglio avviene così: non come una battaglia vinta, ma come un ritorno a sé stessi. È la resa dell’ego che, stanco della sua stessa resistenza, finalmente si lascia attraversare. Ed è in quell’istante che la persona scopre che non c’è alcuna morte, ma solo una trasformazione. Una liberazione.

 

Quando smettiamo di temere la luce e iniziamo a riconoscerla come parte di noi, l’Anima può finalmente guidarci.

E ciò che nasce da lì non è più paura, ma presenza.

Non più sopravvivenza, ma vita.

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