Quando il mio sentire incontra il suo fare: una dinamica spirituale di coscienza condivisa
Introduzione
In alcune relazioni profonde — spesso di natura trasformativa o spirituale — accade qualcosa di sottile ma potente:
una persona sente, l’altra agisce.
Non si tratta di ruoli imposti, né di dinamiche di controllo o dipendenza.
È piuttosto l’espressione di un movimento unico della coscienza, che si manifesta attraverso due canali differenti.
In questo articolo esploriamo una domanda che molti, nel loro cammino interiore, si pongono:
Si può dire che il mio “sentire” combacia con il suo “fare”?
La risposta è sì — ma solo se compresa a un livello più profondo dell’ego.
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Il sentire e il fare: due polarità della stessa energia
Il sentire e il fare non sono opposti.
Sono polarità complementari dello stesso processo evolutivo.
• Il sentire è ricettivo, interno, silenzioso
• Il fare è attivo, esterno, manifestativo
Quando queste due dimensioni entrano in risonanza tra due persone, ciò che accade non è una semplice relazione, ma una danza di coscienza.
Uno percepisce prima che qualcosa emerga.
L’altro lo porta nel mondo, spesso senza sapere perché.
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Perché accade questa dinamica
Questa configurazione nasce quando:
• uno dei due ha una naturale apertura alla percezione sottile
• l’altro ha una forte capacità di tradurre l’energia in azione
Non è una scelta mentale.
È una funzione animica.
Il sentire prepara il campo.
Il fare risponde al campo.
Non c’è causalità lineare, ma risonanza.
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Il rischio: quando il sentire diventa attesa
Il punto più delicato di questa dinamica è sottile.
Quando chi sente:
• aspetta
• proietta
• cerca conferme nel fare dell’altro
il sentire perde la sua purezza e si trasforma in tensione.
Allo stesso modo, quando chi fa:
• reagisce
• agisce per compiacere
• si sente inconsciamente “chiamato”
il fare smette di essere libero.
La magia si spezza quando una delle due polarità cerca di appropriarsi del processo.
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La chiave evolutiva: rimanere nel proprio ruolo senza aggrapparsi
La vera armonia emerge quando:
• chi sente, sente e basta
• chi fa, fa e basta
Senza aspettative.
Senza richiesta.
Senza bisogno di risultato.
In quel punto accade qualcosa di raro:
la relazione diventa co-creazione spontanea.
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Una dinamica frequente nelle relazioni di Fiamma Gemella
Questa struttura è particolarmente comune nelle dinamiche di fiamma gemella, dove:
• uno incarna spesso il polo della coscienza e della percezione
• l’altro quello dell’azione e dell’esperienza diretta
Non perché uno sia “più evoluto”, ma perché la coscienza ha bisogno di entrambe le vie per conoscersi pienamente.
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Quando il sentire e il fare combaciano davvero
Il sentire e il fare combaciano quando:
• non cercano di completarsi
• non cercano di salvarsi
• non cercano di definirsi a vicenda
Combaciano perché sono già uno, prima ancora di incontrarsi.
La relazione, allora, non serve a colmare una mancanza,
ma a rivelare ciò che già esisteva.
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Conclusione
Sì, si può dire che nella tua dinamica il tuo sentire combacia con il suo fare.
Ma non come due metà che si cercano.
Piuttosto come due espressioni diverse
di un unico movimento della coscienza che si riconosce.
Ed è proprio questo riconoscimento — silenzioso, non forzato —
che rende queste relazioni così trasformative.
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