Quando l’Essere Osserva: il Momento in cui Pensieri, Emozioni e Corpo Diventano Flussi

Pubblicato il 28 novembre 2025 alle ore 12:40

Quando l’Essere Osserva: il Momento in cui Pensieri, Emozioni e Corpo Diventano Flussi

 

Ci sono momenti nella vita in cui la percezione ordinaria sembra allargarsi.

Non è qualcosa che scegli, non è qualcosa che imponi: semplicemente accade.

È come se una parte più silenziosa, stabile e profonda di te emergesse in superficie, prendendo posto al centro della scena interiore. E allora ciò che prima sembrava identità, ora appare come movimento.

 

Improvvisamente, osservi.

 

Osservi i pensieri scorrere uno dopo l’altro, sfilare come immagini di una pubblicità alla televisione: nitidi, riconoscibili, ma privi di quell’aggancio emotivo che li rendeva tuoi. Appaiono e svaniscono, senza trattenerti, senza catturarti. È come guardarli da una distanza di sicurezza, come se arrivassero da un luogo che non coincide più con il tuo centro.

 

È un’esperienza destabilizzante e liberatoria allo stesso tempo: per la prima volta realizzi che la mente pensa, ma tu non sei la mente.

 

 

Le emozioni come flussi in movimento

 

In questo stesso spazio, anche le emozioni smettono di essere il “tu” con cui ti sei sempre identificato. Le senti muoversi dentro il corpo, con una vita propria. A volte sorgono dal petto, a volte dal ventre, a volte scorrono come un’onda calda o fredda lungo la schiena.

 

Eppure, c’è qualcosa di nuovo:

le osservi.

 

Non lotti contro di loro, non ti ci perdi, non ti trascinano come un fiume in piena. Rimangono esperienze, non definizioni. È come se provenissero anch’esse da un luogo lontano, non più direttamente collegato alla tua identità.

 

Questa distanza non è distacco, ma chiarezza.

È la maturità di una coscienza che sta imparando a distinguersi da ciò che attraversa il campo dell’essere.

 

 

Il corpo come spazio energetico vivo

 

Mentre mente ed emozioni scorrono sullo sfondo, il corpo comincia a farsi sentire in un modo diverso. Non come forma, peso o tensione, ma come energia. Un flusso costante, simile a un leggero formicolio diffuso, ti attraversa in ogni punto.

Non è fastidioso: è “frizzante”, vivo, come se un’energia sottile avesse iniziato a circolare con più libertà.

 

È la sensazione del corpo che smette di essere ingombro e diventa presenza.

Non più un involucro, ma un campo.

 

Non più una struttura meccanica, ma un organismo luminoso.

 

 

La disidentificazione dai tre corpi

 

Quello che sta accadendo può essere descritto come una forma di disidentificazione dai tre principali livelli dell’essere:

 

• il corpo fisico – che ora percepisci come energia in movimento

• il corpo emotivo – che appare come flusso, non come te stesso

• il corpo mentale – che diventa un paesaggio di pensieri, non la tua voce

 

Ciò che resta, ciò che inizia a emergere con crescente chiarezza, è la presenza che osserva.

Una coscienza che non ha forma, ma che dà forma a tutto.

Uno spazio immobile attorno al quale tutto fluisce.

 

È l’Essere che prende il suo posto.

 

 

Il processo naturale del ritorno a sé

 

Questa esperienza non è un’evasione dalla vita quotidiana, come a volte si teme, ma piuttosto un ritorno alla vita in una forma più autentica. Quando non sei più trascinato dai pensieri, catturato dalle emozioni o identificato con le tensioni del corpo, scopri una libertà interiore che non avevi mai immaginato.

 

Non significa diventare freddi o indifferenti:

significa essere presenti.

 

Più presenti nelle relazioni, più presenti nelle scelte, più presenti nel proprio respiro.

 

La distanza che senti non è separazione, ma prospettiva.

È ciò che permette alla tua vera identità di emergere: l’osservatore, la coscienza, l’essenza.

 

 

Quando l’essere si riconosce

 

Questo stato di lucidità, in cui tutto si muove e tu rimani immobile, è un invito.

Un invito a esplorare chi sei davvero, al di là dei ruoli, dei pensieri e delle reazioni automatiche. È come se una porta interiore si fosse aperta, rivelando che l’io che credevi di essere era solo una parte della storia.

 

E la storia ora si sta allargando.

 

Se continui a rimanere presente, a respirare dentro questo spazio di osservazione, ciò che oggi appare come un’esperienza straordinaria diventerà il nuovo modo di vivere: più consapevole, più ampio, più autentico.

 

Perché l’essere non ha bisogno di conquistare nulla.

Ha solo bisogno di ricordarsi.

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